Ossantoddio, adesso Ryan Adams si è messo in testa di suonare “metal”. Finora ne è venuta fuori una canzone che suona come una buona b-side di Rock n Roll ma che finisce proprio sul più bello. Settimana prossima pubblicano il vinile e, se ci scappa qualche altro mp3, ne sapremo di più. A meno che nel frattempo il ragazzo non decida di diventare truzzo.



Il BNP, ovvero l’estrema destra britannica di cui si è già parlato da queste parti, vive oggi l’imbarazzante situazione di essere oggetto di due verdetti opposti: da un lato un’analisi del governo sostiene che non deve essere proibito ai militanti al movimento nazionalista di esercitare la professione di insegnante; la legge, comunque, non consente agli iscritti di lavorare come poliziotti o guardie carcerarie. Nel frattempo, un giudice impedisce al partito di accettare nuovi iscritti fino a quando non verranno aboliti i criteri interni di discriminazione razziale. Una lettura dell’estremismo politico da tenere a mente, soprattutto alla luce di quello che succede ad esempio in Francia, sotto tutela italiana.


Giornata grassa per gli indie snob: gli (o “i”? “gli”.) MGMT pubblicano sul loro sito Flash Delirium, la prima canzone tratta dall’imminente Congratulations, mentre i National si sono esibiti al Late Night with Jimmy Fallon suonando la nuova Terrible Love, che sembra sarà la prima traccia di High Violet. Gli album usciranno rispettivamente ad aprile e maggio. Sarà una primavera interessante.

(via Indie for Bunnies)



La settimana scorsa si è scritto parecchio del caso di Angie Jackson, una donna di 27 anni della Florida che ha parlato su YouTube e Twitter di un suo aborto tramite pillola RU-486, descrivendo nel dettaglio anche sanguinamenti e crampi. Chi è più vecchio di me sa che non siamo di fronte a nulla di nuovo: a quanto scrive Newsweek, già prima dell’avvento di internet si usavano simili forme di sensibilizzazione per dimostrare che abortire non è un atto poi così vergognoso. E d’altronde Angie Jackson non è l’unica donna del web a rendere pubblica la propria esperienza personale.

Mettiamo in chiaro le cose: qui non si mette in discussione, soprattutto per ragioni realiste, il diritto di ogni donna ad avere gravidanze consapevoli. Legalità dell’aborto significa riconoscere un’aspetto innegabile della società che altrimenti verrebbe colpevolmente ignorato e calpestato, rischiando peraltro di essere due volte luttuoso.

Tuttavia io credo che una simile politicizzazione dell’aborto rischi di aumentare il consenso di chi, religioso o no, rimprovera una eccessiva leggerezza nelle questioni etiche. Storie piene di dettagli così morbosi raccontate col sorriso sulle labbra da parte di una persona che si definisce, secondo la sua biografia di Twitter, “la Gwen Stefani dell’ateismo” sono altamente irresponsabili, dato che rischiano di ridurre un inviolabile diritto privato al mero esibizionismo pubblico, quindi ottenendo l’esatto opposto di quel riconoscimento sociale a cui ambiscono questi atteggiamenti.

Al di là dei barocchismi di troppo, resta il fatto Angie Jackson voleva descrivere quello che succede durante un aborto, che è in fin dei conti la stessa cosa che fa un amico per tranquillizarti quando devi passare faccende di poco conto come un’appendicite. Non essendo donna potrei anche sbagliarmi, ma a me l’interruzione di gravidanza sembra tutt’altro che un’operazione di routine, soprattutto da un punto di vista psicologico. Non è mia intenzione giudicare nessuna per questioni così private, ma a mio avviso c’è comunque una grossa differenza tra un’appendice vermiforme e un feto. In descrizioni così espressioniste, sembra che questa differenza venga dimenticata.


Ora come ora a New York serve più un monumento che un nuovo World Trade Center:

The commercial vacancy rate downtown is 11 percent and is expected to worsen as some Wall Street firms shrink and others relocate. The last thing a battered downtown needs is a nest of empty office buildings.



Mutazioni genetiche del Consiglio regionale del Lazio qualora la lista del Pdl rimanesse esclusa e vincesse la Polverini.



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