Ieri sono uscito con un amico delle superiori, uno di quelli che è ormai come un membro della famiglia. Non in senso poetico eh, ma per dire che ormai lo vedo solo alle feste comandate. E infatti non lo vedevo da maggio, cioè da quando ha vinto Pisapia a Milano, cioè due ere geologiche fa.
Il meccanismo – nulla di speciale – è ormai rodato: andiamo a mangiare in uno dei posti migliori della provincia, facciamo quattro chiacchiere sulle conoscenze in comune, ordiniamo, parliamo di politica, ci arriva da bere, parliamo dei film visti di recente, ridacchiamo di politica, arriva la pizza, ci incazziamo di politica, ci portano via i piatti, sospiriamo di politica, paghiamo il conto e andiamo a fare altro. Ieri il tutto si è ripetuto con quella bella precisione da cena di famiglia (sempre in senso prosaico, eh), solo che il clima era cambiato. Sarà che il lunedì in pizzeria l’atmosfera è più quieta, però ci siamo incazzati meno di politica. Ridacchiato abbiamo ridacchiato, sospirato abbiamo sospirato, però ormai di cosa bisogna incazzarsi?
Allora andiamo a farci una birra nel locale carino lì vicino. No, aspetta, è chiuso perché è lunedì. Però quel baretto smarso* vicino alla pizzeria è aperto. Entriamo, ordiniamo due birre, e piano piano capiamo quanto iniziano ad essere vecchie certe cose che già sono vecchie. Di sottofondo c’è Enola Gay, a seguire un’altra overdose di ritmi sincopati: Another One Bites the Dust e Le cicale. Per compensare, parliamo di anni ’90, quelli della terza via in politica ma anche in musica. Il Britpop è un genere che ogni buon riformista dovrebbe portarsi sempre dietro nel lettore mp3. Ce n’è per tutti i gusti: i bersaniani si possono ascoltare gli Oasis, i trentaquarantenni i Blur, mentre i duriepuri Fassina-Vendola hanno i Pulp. Sì, sono nostalgico anch’io, però c’è modo e modo di esserlo. Tipo guarda Fiorello, che ti fa un varietà vecchia scuola però sdoganando Twitter. A proposito, in TV adesso c’è il Grande Fratello. Ma come, non l’avevano chiuso? Sembra di sì, però forse dalla prossima stagione. Mica possono fare uscire questi qua senza avvisarli, senza mettere un po’ in ordine la casa.
Vado a pagare. Lascio i soldi e me ne vado. Il proprietario mi richiama: ho dimenticato lo scontrino al bancone. È un nuovo mondo.
* = veronese per “scarso”, “da quattro soldi”

