Nel 2015 verrà ripubblicato in Germania il Mein Kampf di Adolf Hitler, libro la cui vendita in Germania era stata vietata prima per motivi politici e poi di copyright. Qualche tempo fa mi è capitato di parlare con una mia amica tedesca della censura in Germania di prodotti legati al nazismo. Mentre lei riteneva che si trattasse di una misura sacrosanta, secondo me è ormai un divieto datato e controproducente. Nei dieci o vent’anni successivi alla guerra era anche comprensibile impedire l’apologia del nazismo per non urtare la sensibilità di chi aveva sofferto durante quella guerra e quel regime. Ma ormai col passare delle generazioni, la Seconda guerra mondiale si sta trasformando da indelebile ricordo a tragico fatto storico: se la storia farà davvero il suo corso, per i bambini che nasceranno nel 2040 “fascismo” e “comunismo” suoneranno come a noi suonano “giansenismo” e “scolastica”, cioè parole un po’ noiose e al di fuori dall’attualità. Questi bambini sentiranno parlare degli eventi del ’39 – ’45 non dalla memoria di padri o nonni, ma dai libri di storia e, in maniera ancora più attendibile dai documenti storici.

Nel giro di qualche decennio documenti come il Mein Kampf o trivialità come l’applicazione iMussolini per iPhone non saranno più un feticcio per neofascisti, ma una necessità di divulgazione storica. Mussolini disse davvero che la pace europea era provvisoria e una guerra sarebbe stata inevitabile; Hitler scrisse sul serio che gli ebrei dovevano essere eliminati. Ignorare il fatto che queste idee siano esistite sarebbe il più grave degli errori.

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5 risposte a “Quando non ci saranno più storie da raccontare”

  1. lucap

    ma i discorsi di mussolini sono disponibilissimi in libri e credo anche in programmi televisivi come la storia siamo noi e bla bla, quindi li ignori se li vuoi ignorare. quella di iPhone era una spettacolarizzazione, come mettere un robottino in tv che recita mussolini. la necessita’ di divulgazione storia e’ un’altra cosa, non confondiamoci.

    Io sono d’accordissimo che sia una boiata non ripubblicare il Mein Kampf (in Italia si trova, fortunatamente, in tutte le librerie) e anche d’accordo che in germania abbiano dei seri problemi di sensi di colpa e rielaborazione del lutto, pero’ anche qui la questione e’ piu’ complessa. intanto i documenti difficilmente comunicano qualcosa alle nuove generazioni, casomai lo fanno i libri e gli insegnati/divulgatori. e poi, veramente pensi saranno i libri di storia il riferimento per i bambini nati nel 2040? cosa saranno i libri per quel tempo? ma cosa sono gia’ ora, la conoscenza storica delle nuove generazioni gia’ passa attraverso tv, internet, o libri ma “mediata” tramite insegnanti e co., oppure peggio ancora libri ma non documentati (tipo codice da vinci).

    e comunque, spero vada tutto bene in quel paese che una volta era pieno di “”comunismo”"

  2. Andrea Privitera

    Caro Luca, iniziamo dalla fine: sono ben consapevole che il modo di leggere sta cambiando e probabilmente nel 2040 l’espressione “libri di storia” suonerà come a noi suona “orologio da taschino”; però io e te siamo in fin dei conti figli del secolo scorso, e l’espressione “ebook di storia” non mi viene ancora così spontanea. Ma ne riparleremo tra venti o trent’anni.

    A cosa servono i documenti? Mi pare che tu ti sia risposto da solo: ad evitare una confusione divulgativa. Chi non ha una solida educazione alle spalle rischia di riceverne una da fonti meno attendibili o addirittura solo verosimili. I documenti hanno senza dubbio un’autorità superiore persino ai manuali di storia che si studiano all’università. Sono fonti dirette e, nel caso del nazifascismo, sono anche piuttosto esplicite. Certo, ci sarà sempre bisogno di qualcuno che dica che i concetti espressi in quei documenti sono pericolosissimi, ma i documenti bisognerà pur sempre leggerli.

    Che iMussolini sia stata una spettacolarizzazione non ci sono dubbi: io però facevo notare che per i nostri figli e nipoti simili spettacolarizzazioni semplicemente cesseranno di esistere. Se sull’iPhone di un tuo amico tu trovassi l’applicazione delle 95 tesi di Lutero non credo che ti indigneresti più di tanto; anzi, magari penseresti “guarda che amico colto che ho”.

  3. janov

    la spettacolarizzazione rimane altrettanto pericolosa quanto l’ignoranza forse piu, perche fa perdere le proporzioni. Già ora figure come Mussolini o altri statisti del ’900 vengono travisate e mal comprese da chi le arriva a studiare (spesso male) distorcendoli. Apprezzo l’ironia e strappa un sorriso vedere Homer che imita mussolini nella sua posa iconografica ma se non c’è una base culturale dietro che consenta di andare oltre si rimane bloccati alla scenetta comica. Noi siamo già una generazione che ha poche testimonianze dirette della II guerra mondiale, sono rimasti pochi i nonni che l’hanno vissuta non in eta prescolare e spesse nemmeno ci intertessiamo, col passare degli anni verranno a mancare totalmente rendendo ancora più facile il fenomeno che descrivi bene tu con Lutero. Storicamente è sempre successo questo ma a differenza di 3 secoli fa ora avremmo la struttura per consentire di mantenere vivo il ricordo e l’interesse. Vedo negativamente che in Germania ancora oggi ci sia il tabu del parlare del nazismo e concordo con te che andrebbe affrontato nelle scuole senza renderlo un barboso argomento di studio. iMussolini è poco più di un gioco triviale, può creare interesse però nel chi la vede e vista la facilita con cui si reperiscono informazioni ai giorni nostri è facile che porti un ragazzino che ci gioca sulla wiki a scoprire chi è stato Mussolini e a sapere qualcosa di più sul suo periodo storico. Poi questa è una visione totalmente positiva può anche finire sul forum di forza nuova :)

  4. Andrea Privitera

    janov ha detto:

    Storicamente è sempre successo questo ma a differenza di 3 secoli fa ora avremmo la struttura per consentire di mantenere vivo il ricordo e l’interesse.

    Ne sei così sicuro? È vero che il numero di testimonianze storiche è aumentato col crescere della tecnologia, però il rischio della loro perdita resta ancora un problema non di poco conto. Le pellicole fotografiche o cinematografiche rischiano di degradarsi e, spostandoci in tempi più recenti, parecchi siti internet vengono spesso chiusi o brutalmente modificati, lasciando così poche tracce sulla rete. Probabilmente gli storici dei secoli a venire avranno gli stessi grattacapi di quelli contemporanei.

  5. janov

    @ Andrea Privitera:
    Non sarei cosi pessimista, sicuramente il fatto che i documenti siano aumentati non porta automaticamente che rimangano inalterati e intatti per sempre, la stampa esiste da secoli ma sono sopravvissuti pochi volumi originali, ma è semplice farne copie, è alla portata di tutti c’è una tale pluralita e varietà che vedo quasi impossibile che non sopravvivano pr il futuro documentazioni dei nostri giorni in quantita perfino eccessiva!

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