La Norvegia, Amy Winehouse e la piccola Cecilia

Questo è un Ragecomic, cioè un meme di internet che è riuscito a maturare così tanto da diventare un linguaggio articolato. Se amate i tormentoni scemi o se siete abbastanza smaliziati della cultura online vi sarete già imbattuti in qualcosa di simile.
Il fumetto che ho messo qui sopra l’ho trovato ieri su Reddit, ed è un capolavoro di sintesi narrativa tale da far impazzire qualsiasi semiologo. Cosa vuol dire il fumetto lo si può capire bene, ma forse per chi non conosce affatto questo linguaggio è meglio fare una traduzione veloce: il protagonista della storia si collega su Facebook, dove scopre che molti suoi amici stanno commentando con dispiacere e stupore la notizia della morte di Amy Winehouse. Allo stesso tempo, i suoi contatti si mostrano disinteressati alla tragedia norvegese. Da qui la reazione del protagonista, irritato dalla stupidità dei suoi contatti. Una storia da vita quotidiana sui social network, che magari è capitata anche a voi.
Chi ha composto questo fumetto grezzo ma efficace non è probabilmente italiano, e quindi alle medie non gli avranno fatto leggere in antologia i Promessi Sposi. Si sarà quindi perso il brano della morte di Cecilia tratto dai capitoli sulla peste milanese. Dai, lo avrete letto di sicuro anche voi: quello in cui una mamma porta il cadavere di sua figlia – Cecilia, appunto – ai monatti, dicendo loro di passare più tardi a caricare anche il suo, di cadavere. Una scena molto toccante, che la mia professoressa delle medie spiegò in maniera altrettanto memorabile: le tragedie collettive sono troppo difficili da capire per la nostra mente, e così per commuoverci abbiamo bisogno di un singolo dramma isolato.
Forse la morte come Amy Winehouse – che è già di per se una morte eclatante – ci è servita anche a questo, a piangere meglio una strage orribile ma poco decifrabile. Forse è la stessa cosa che è successa con l’assassinio di Aldo Moro e gli anni di piombo, con Carlo Giuliani e il G8 di Genova, con le morti di Robert Kennedy e di Martin Luther King durante la guerra in Vietnam. L’unica differenza è che stavolta Amy Winehouse non c’entra nulla con le stragi Oslo e Utoya, se non per il fatto di essere morta il giorno dopo di una crisi di nervi mondiale. Lo so, sto facendo psicologia spiccia, e credo che a me riesca meglio fare altre cose in maniera spiccia. Però mi sembra il modo più rassicurante di considerare quello che è successo in questo brutto fine settimana.
Articoli simili:
- Nulla in particolare
Category: Elzevirismi | Tags: Alessandro Manzoni, Amy Winehouse, Norvegia, Oslo, Promessi Sposi, Ragecomics, Reddit, Utoya Comment »